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Erich Fried > COME TI SI DOVREBBE BACIARE

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
I tuoi dubbi
il tuo coraggio

Il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani ed oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso.

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Erich Fried > DEBOLEZZA SENILE?

A volte 
quando
racconto episodi della mia vita
la mia figlia maggiore
ha un modo gentile
di chiamarmi «vecchio porco»
che mi fa inorgoglire

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Erich Fried > PRINCIPIO DI REALTÀ

Amare gli uomini
significa odiare la realtà.
Chi sa amare
sa amare tutto
ma non lei

Amare la verità?
Forse.
Capire può voler dire amare.
Ma non la realtà:
La realtà non è la verità.

Che mondo
sarebbe
se la realtà
questa realtà che vi circonda
fosse anche la verità?

Voler salvare il mondo
da questa realtà.

Amare il mondo come potrebbe essere:
Non riconoscere
La realtà

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Erich Fried > COLLOQUIO CON UN SOPRAVVISSUTO

Cosa hai fatto allora
che non avresti dovuto fare?
«Nulla» 

Che cosa non hai fatto
che avresti dovuto fare?
«Questo e quello
questo e quell’altro:
Qualcosa» 

Perché non l’hai fatto?
«Perché avevo paura» 
Perché avevi paura?
«Perché non volevo morire»

qualcun altro è morto
perché tu non volevi morire?
«Credo
di sì» 

Hai ancora qualcosa da dire
su quel che non hai fatto?
«Sì: Chiederti
che cosa avresti fatto tu al mio posto»

Non lo so
e non posso giudicarti
So soltanto una cosa:

Domani nessuno di noi
vivrà
se anche oggi
non faremo nulla.

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Erich Fried > VECCHIAIA

Alla fine forse
saluterò di nuovo gentilmente
come da bambino
quando ero solo:
«Buon giorno, signor fiore»
«Buona sera, signor albero» 
inchinandomi
e toccandoli con la mano
li ringrazierò
per avermi concesso il loro tempo

Solo che mi rispondano
dicendomi anche loro «Buon giorno» 
e «Buona sera»
non lo crederò più

O forse sì?
È di questo che ho paura.

Quote
"

… Io sono la foresta
che se ne sta nera
in silenzio

… Io sono la foresta
che a forza di vedere alberi
non vede se stessa.

… Io sono la foresta
che riecheggia
quel che si grida dentro

E se dispero
e alzo le spalle
e se non indago
da dove venga l’ingiustizia
di una parte
e l’ingiustizia dell’altra parte
e se credo
che l’ingiustizia di una parte
sminuisca l’ingiustizia dell’altra parte
e se credo
che l’ingiustizia dell’altra parte
giustifichi il silenzio
sull’ingiustizia della prima
se mi rifiuto di vedere
che le azioni di una parte
sono la semenza
delle azioni dell’altra parte
non ha più alcuna importanza
se è colpa mia o no:
Io sono la foresta
della quale non resterà niente
fuorché cenere

"


Erich Fried > da “Quel che vide la foresta”

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Erich Fried > LA SECCATURA

Non voltatevi
dall’altra parte
ma guardate
voi bravi borghesi
fisso negli occhi
i giovani neonazisti
che nel vostro Stato
hanno imparato
da capo la fede
nella vecchia follia

Non guardate
abbastanza bene
se in quegli occhi azzurri
o castani
o grigi
non
vedete
per un attimo
anche la vostra immagine riflessa

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Erich Fried > FUTURO?

Il sole è il sole
L’albero è un albero
La polvere è polvere
Io sono io e tu sei tu

Il sarà sole
L’albero sarà cenere
La polvere sarà vetro
Io e te saremo polvere

Il sole resta il sole
L’albero non può essere cenere
La polvere non deve essere vetro
Io non voglio essere polvere

Tu non vuoi essere polvere
Noi non vogliamo essere polvere
Loro non vogliono essere polvere
Ma che cosa facciamo tutti?

(a Hiroshima e Nagasaki la polvere delle strade
si liquefecero in una massa vetrosa)

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Erich Fried > GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI

Poiché le cose passate non sono ancora state
indagate esattamente,
il coscienzioso
si rivolge alle trapassate

Ma l’uomo senza scrupoli
già briga
per cavarsela abilmente con le prossime
e con quelle a venire

Il coscienzioso
ha scoperto intanto
che la chiave
delle trapassate

sta in quelle più antiche
che le precedettero
o ancora più a fondo nelle loro
premesse

L’uomo senza scrupoli invece
fa più rapidi progressi. Perciò
ci avrà forse già tutti portati
coscienzioso compreso

fino alle cose ultime
molto prima che
il coscienzioso
sia risalito

fino alle prime
alle più profonde radici del male
che fece diventare senza scrupoli
l’uomo senza scrupoli

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Erich Fried > UNA SPECIE DI PEOSIA D’AMORE

Chi ha nostalgia di te
quando io ho nostalgia di te?

Chi ti accarezza
quando la mia mano ti cerca?

Sono io o sono
i resti della mia gioventù?

Sono io o sono
gli inizi della mia vecchiaia?

È il mio coraggio di vivere
o la mia paura di morire?

E perché la mia nostalgia
dovrebbe dirti qualcosa?

E che cosa ti dà la mia esperienza
che mi ha solo reso triste?

E che cosa ti dànno le mie poesie
in cui dico soltanto

come è diventato difficile
essere o dare?

Eppure brilla nel giardino
il sole nel vento prima della pioggia

e profuma l’erba che muore
e il ligustro

e io ti guardo e
la mia mano tastando ti cerca 

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Erich Fried > DISCORSI

Parlare agli uomini
di pace
e pensare a te
Parlare del futuro
e pensare a te
Parlare del diritto alla vita
e pensare a te
Della paura per il prossimo
e pensare a te -
è ipocrisia
o è finalmente la verità? 

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Erich Fried > NON UNA NATURA MORTA

Giacendo qui
aperta
fra me e la mia morte
puoi essere a un tempo
la mia morte e la mia vita
più vicina a me del mio sesso
e odori di te e di me

Perché deridiamo la vita
adesso puoi ridere
Perché rimpiangiamo la vita
adesso puoi piangere
e puoi ridere
e piangere a un tempo
perché si vive e si muore

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Erich Fried > EROTISMO

Liberarsi con te
perché non ci sia mai più bisogno
di vergognarsi

e dire:
«In fondo 
è tutto qui»

Possiamo finalmente fare
tu con me
io con te

tutto quel che vogliamo
anche questo
in cui vi è molto

e che mai abbiamo fatto
e mai diremo
a nessuno

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Erich Fried > CHE COSA?

Che cosa sei per me?
Che cosa sono le tue dita
e che cosa le tue labbra?
Che cos’è per me il suono della tua voce?
Che cos’è per me il tuo odore
prima del nostro abbraccio
e il tuo profumo
nel nostro abbraccio
e dopo?

Che cosa sei per me?
Che cosa sono per te?
Che cosa sono? 
 

Quote
"…
La vita
sarebbe forse
più semplice
se io
non ti avessi incontrata
Soltanto non sarebbe
la mia vita"


Erich Fried (da Soltanto non sarebbe)